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IL COLIBRI’ CONTINUA
A VOLARE
Non
è certo da tutti vantare un fondatore così
illustre, ma Lella Lombardi Autosport non è un nome
di fantasia bensì il segno tangibile della voglia
di lasciare un qualcosa che faccia ricordare l’indimenticabile
pilota di formula 1 che ha fatto della sua esistenza una
chiara testimonianza della passione per le corse che ha
voluto creare anche un team, di cui ne ha curato gli aspetti
imprenditoriali dal 1988 al 1991, anno in cui fu costretta
a ritirarsi a causa di un male affidando la preparazione
alle sue vetture da corsa a Bruno Remondi, tecnico di assoluta
fiducia che permetterà di conseguire brillanti risultati
al team orobico.

LA STORIA
Un motore, una macchina, una pista: ovviamente la storia
di Lella Lombardi, una fra le poche donne ad aver “domato”
i molti cavalli di un bolide di Formula 1, l’unica
ad aver conquistato punti validi per il Campionato Mondiale
della massima formula.
Con lei nasce una smisurata passione per le corse, per qualsiasi
cosa facesse rumore, passione fatta di sogni che divenne
realtà solo ventitre anni dopo, nel 1965, con la
prima apparizione sul palcoscenico agonistico di Formula
Monza. I costi elevati costrinsero Lella a cominciare in
gran segreto con la complicità del cognato e della
sorella, ma per “colpa” di una vittoria, dopo
solo tre gare, venne scoperta dai genitori che lessero il
suo nome sul giornale diventando, da subito, i suoi più
accaniti tifosi.
Nei primi anni furono molti i Titoli Femminili conquistati
i quali, non davano la sufficiente soddisfazione alla Lombardi
che inseguiva dall’inizio il Titolo Assoluto. Nel
1970 questo si concretizzerà in Formula 850 ed ancora
nel 1973 in Formula Ford Messico, dove la vittoria del Campionato
Italiano le valse la partecipazione ad una gara in Inghilterra.
Quest’ultima esperienza rappresentò per Lella
Lombardi il passaporto per la Formula 1; infatti nel 1975,
in coppia con Vittorio Brambilla, debuttò nel GP
del Sudafrica sulla monoposto March 751-Ford. La gara più
bella e quella che oggi ricordano tutti resta comunque il
GP di Spagna dove classificandosi sesta venne inserita,
come prima ed unica donna, nella classifica per il mondiale
piloti.
La
stagione 1976/77 fu amara per il pilota di Alessandria che
a metà campionato dovette lasciare il suo posto sulla
March allo svedese Peterson, proveniente dalla scuderia
Lotus.
Abbandonato il crudele circus della Formula 1, Lella passa
alle ruote coperte partecipando alla 24 Ore di Le Mans al
Mondiale Prototipi, al Campionato Italiano Sport ed al Campionato
Europeo Turismo, dove nel corso delle cinque stagioni disputate
nel team di Elio Imberti di Bergamo ha modo di conoscere
le indubbie qualità tecniche e professionali di Bruno
Remondi, suo meccanico personale. Nel 1988 la signora del
volante decide di dare l’addio alle competizioni per
intraprendere la nuova esperienza di team manager alla guida
della Lombardi Autosport con sede nel cremonese. Nelle intenzioni
di Lella Lombardi vi era sicuramente quella di poter dare
un seguito e non solo un ricordo alle sue numerose vittorie.
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